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 INFLAZIONE: I prezzi seguono il costo? 
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Messaggio INFLAZIONE: I prezzi seguono il costo?
Voglio proporvi un recente scambio di mail sull'argomento dell'inflazione.

Nicolò Bellia dice che l'inflazione segue l'andamento dei costi e quindi l'inflazione è causata dai costi che salgono.

Riporto qui l'argomento di Bellia e poi la mia risposta.

(Bellia): INFLAZIONE

Maurizio Blondet scrive:
Resta anche la definizione, scolastica, lapalissiana: «L’inflazione è sempre e dovunque determinata dalla crescita della quantità di moneta più rapida dell’aumento della quantità di beni e servizi acquistabili, cioè del reddito reale».
Prendiamola per buona.


Se il contenuto della definizione corrispondesse a verità, dovrebbe essere possibile ridurre l’inflazione facendo decrescere la quantità della moneta.
L’inflazione deriva dalla crescita dei prezzi.
I prezzi crescono quando crescono i costi di produzione e viceversa.
I prezzi dei prodotti cinesi e indiani sono bassi perché in quei paesi è basso il costo della manodopera.
I costi di produzione si compongono di costi industriali (materiali e manodopera), costi fiscali e utili sperati.
Il costo puro di un prodotto è dato dal costo delle ,materie prime, dal costo del personale senza oneri previdenziali e dagli utili sperati.
Circola l’informazione che gli oneri fiscali incidono per il 46% sul PIL.
Non ho il dato relativo all’incidenza percentuale degli oneri previdenziali sul PIL.
Se venissero tolte queste incidenze i prezzi scenderebbero molto al di sotto del 50% di quelli attuali.
Immaginiamo di togliere dai prodotti italiani le incidenze fiscali e previdenziali.
Ne conseguirebbe un immediato raddoppio del potere di acquisto della Massa Monetaria e la scomparsa definitiva dell’inflazione.
Da ciò deriva che i detentori di capitale monetario avrebbero convenienza a prendere a proprio carico (Imposta Monetaria Unica) tutti gli oneri per spese pubbliche e previdenziali, (di ammontare inferiore a quanto annualmente si è perduto per inflazione) restando a loro vantaggio il raddoppio del proprio precedente capitale monetario.
Sarà anche possibile prendere a proprio carico gli oneri per il Reddito di Cittadinanza Universale.
Tutto ciò è facilmente dimostrabile con semplici calcoli.
Tale riforma non danneggerebbe nessuno e recherebbe vantaggi a tutti.
È pensabile che la cultura sociale mondiale, prima o poi, si orienterà in tale direzione, quando si saranno verificati i disastri finanziari connessi all’attuale logica fiscale e previdenziale.
Attualmente l’inflazione riduce annualmente il potere di acquisto della Massa Monetaria di oltre il 6% e non vi è la possibilità di reintegrare tali perdite giacché le emissioni da signoraggio creerebbero l’aumento dei debiti pubblici oltre i parametri consentiti dagli accordi di Maastricht.
Con la attuale logica l’economia mondiale è destinata a patire le gravi conseguenze della scarsa liquidità determinata dall’inflazione.
Tutte le immissioni straordinarie di liquidità delle Banche Centrali, porteranno i Debiti Pubblici a valori insostenibili e che, a loro volta, incideranno sempre più negativamente sul fenomeno di base che ha generato l’inflazione.
Le decisioni per evitare il tracollo rientrano nei poteri della Politica.
L’emissione monetaria diretta da parte degli Stati risolverebbe nell’immediato il problema, ma condurrebbe ad una babele monetaria mondiale in cui ciascuno Stato porterebbe avanti esigenze nazionali a scapito della Comunità Mondiale.

Nicolò Giuseppe Bellia
Tarquinia, 24 marzo 2008
http://www.bellia.com http://www.bellia2.com


Non concordo sulla causa dell'inflazione e perciò scrivo a Bellia:

Caro Nicolò,

in una recente comunicazione scrivi che quanto detto da Maurizio Blondet

(L’inflazione è sempre e dovunque determinata dalla crescita della quantità di moneta...)

non corresponde, perché se fosse così, "dovrebbe essere possibile ridurre l’inflazione facendo decrescere la quantità della moneta."

Per quanto mi riguarda, ho sempre mantenuto che fosse così, cioè che la quantità di moneta in circolazione in relazione alla quantità di beni in offerta determina il prezzo di questi beni. Storicamente, infatti, in tempi di forte contrazione della massa monetaria, i prezzi dei beni si sono sensibilmente abbassati (1929/1930) e in tempi di crescita della massa monetaria, i prezzi sono cresciuti allo stesso ritmo.

Negli ultimi decenni, una leggera inflazione è stato il prezzo che banche centrali e governi hanno volutamente pagato per assicurare che l'economia possa sempre crescere. La crescita "forzata" era ed è necessaria perché senza questa crescita il sistema non potrebbe funzionare. Gli interessi sui debiti diverrebbero impagabili. Siamo comunque arrivati al punto di impagabilità di questi interessi, ma per ora i governi vendono il nostro futuro alle banche indebitandosi senza speranza di mai uscire dalle cifre rosse, solo per tenere la barca economica a galla. Ciononostante, l'economia mondiale sta di fronte al crollo imminente e pressoché certo.

Ma torniamo ai prezzi. Tu scrivi che:

L’inflazione deriva dalla crescita dei prezzi.

I prezzi crescono quando crescono i costi di produzione e viceversa.



La mia visione è diversa. L'inflazione è la crescita dei prezzi. I prezzi non seguono i costi ma la logica del mercato, seguono l'andamento di offerta e richiesta. Se ho un negozio pieno di merce e nessuno compra, che faccio? Mi vedo costretto a vendere questa merce ad un prezzo più basso, magari con dei sconti speciali. Se gli affari vanno bene e nessuno dei miei concorrenti ha un prodotto simile che vende a prezzo inferiore, alzo i prezzi.

Ti ricordi come sono schizzati i prezzi quando fu introdotto l'Euro in Italia? Da un mese all'altro, le cose che costavano mille lire prima poi vennero a costare un'euro. Un raddoppio repentino, non perché c'erano costi più alti ma perché nessuno si rendeva conto nella confusione del cambio da una moneta all'altra.

I prezzi saranno sempre determinati da una relazione tra domanda, offerta e concorrenza. In altre parole, i prezzi saranno i più alti che noi consumatori siamo disposti a pagare prima di far senza la cosa offerta. I costi di produzione determinano una soglia sotto la quale i prezzi non possono scendere, ma in assenza di concorrenza, i prezzi possono salire e infatti saliranno fin quanto i consumatori non diranno "basta".

In questo senso, ho seri dubbi che, nel caso dell'introduzione della fiscalità monetaria, il potere d'acquisto della moneta raddoppierebbe. La differenza verrebbe semplicemente "assorbita", un po' come abbiamo visto con l'introduzione dell'Euro. Nessuno abbasserebbe i prezzi in modo volontario.

Io sono favorevole all'introduzione della fiscalità monetaria, però il ragionamente sui prezzi non lo possiamo fare in modo asettico. La logica del mercato esige i prezzi maggiori possibili. I costi di produzione determinano solo una soglia bassa dei prezzi. Quella alta (e i prezzi tendono sempre verso quella) è determinata dalla concorrenza e dalla disponibilità di moneta in mano ai consumatori, il che ci fa tornare alla cosiddetta "inflazione". Più moneta ho disponibile per la spesa, più alti sono i prezzi che posso accettare, quindi, i prezzi crescono. Tutto qui.

Un cordialissimo saluto
Sepp


Avendo fatto copia del messaggio a due amici italiani, stamane trovo la risposta di Silvano (Borruso), che ha tradotto il libro di Gesell (Ordine Naturale Economico) in Italiano. Qui il suo messaggio:

Quel che dici è vero, ma bisogna aggiungere un’altra ragione, cioè i ‘prestiti’ bancari. Le banche creano denaro come capitale prestato, ma non come interesse. Da dove viene l’interesse da pagar loro?

  • Da una produzione extra di ricchezza da parte del prestatario;
  • Dalla bancarotta di chi viene costretto a spendere più di quel che guadagna;
  • Da un ulteriore prestito da un’altra banca per pagare l’interesse contratto con la prima, ma al quale non corrisponde ricchezza reale alcuna.

Sepp, ti faccio presente che esiste una versione francese di Gesell a http://www.silvio-gesell.de/html/l__ord ... turel.html
Quella di Raucea è reperibile a http://www.gesell.it
E quella mia è ancora incastrata negli ingranaggi della Settimo Sigillo.
Quid faciendum?
Buona Pasqua anche arretrata.
Silvano


Sempre nella stessa mattinata, mi arriva una risposta da Nicolò Bellia:

Caro Sepp.

Ti ringrazio per quanto mi comunichi.
L'attuazione della Fiscalità Monetaria sarà accompagnata da una campagna di informazione che spiegherà ai Cittadini che spostando il prelievo fiscale e quello previdenziale dal settore economico a quello monetario (Imposta Monetaria Unica sulla Massa Monetaria), i costi di produzione scenderanno ben oltre la metà dei precedenti.
Con ciò sarà legittima l'attesa di prezzi dimezzati e dovranno essere i Cittadini stessi a selezionare quei Rivenditori che offriranno tali prezzi.
I Rivenditori, pressati dai Cittadini, a loro volta selezioneranno i Produttori che offriranno prezzi dimezzati.
I Produttori, infine, saranno in condizioni oggettive di offrire tali prezzi, in quanto sgravati dagli oneri fiscali e previdenziali.
Tu dici: I prezzi non seguono i costi ma la logica del mercato.
Non credi che bisogna finalmente far prevalere la "logica umana"?
Io non mi arrendo alle logiche extra-umane e cerco di spingere le Cosscienze al risveglio.
Sono convinto che il Singolo è la fonte di ogni Potere e di ogni Sovranità e, prima o poi, farà valere la propria Volontà.
Ciò accadrà quando verrà istituito il Reddito di Cittadinanza che metterà ciascuno in condizione di dedicare il giusto tempo, per la presa di coscienza di base.
La Fiscalità Monetaria ha questo scopo.
I Cittadini autocoscienti determineranno il Mercato in maniera diversa da quanto accaduto finora.
La cosiddetta logica di mercato non è altro che la risultante degli egoismi acefali.
Io voglio ampliare il più possibile la sfera della Coscienza Umana e non mi arrenderò mai alla logica di mercato.
Ad una nuova logica economica sono interessati non soltanto i Cittadini di buona volontà, ma anche i detentori di capitale monetario, per evitarne la costante distruzione derivante dall'inflazione creata dalla fiscalità reddituale e dagli oneri previdenziali, che si scaricano sui prezzi, facendoli crescere all'infinito.
E' anche interessato l'intero mercato economico in quanto il raddoppio del potere di acquisto della Massa Monetaria farà riprendere gli investimenti per la crescita della Ricchezza reale che sola potrà eliminare la Povertà.
Sparirà infine il Signoraggio in quanto la Massa Monetaria resterà stabile in assenza di inflazione.
Spero di averti ridato un po' di coraggio e di ottimismo.

Cordialmente, Nicolò


Io faccio fatica a condividere l'ottimismo di Bellia, visto che pochi finora si rendono conto che in verità siamo noi quelli che determinano le condizioni dell'economia, anche quella nazionale. In altre parole, il gigante che siamo noi consumatori, è ancora nel più profondo sonno.

Anche con una campagna di informazione, quanti veramente si metterebbero ad agitare per prezzi giusti?

Che ne pensate voi?


Un commento di Marco (email):

I prezzi seguono la logica di mercato perchè non siamo
in regime di vera conocrrenza, ma di tanti piccoli
oligopoli frutto dell'influena politica sull'economia
per non parlare del cancro alla base: il monopolio
delle materie prime dell'alimentare e del petrolio, il
tutto in cancrenato dal demone chiamato borsa.

In regime di vera concorrenza, i prezzi tendono per lo
meno a scendere.

Eppure contrariamente a quanti vedono il tracollo
dell'economia, il problema è essenzialmente spirituale
ma chi ignora i fenomeni interiori, non puo'
assolutamente vedere all'orizzonte l'albeggiante
coscienza umana e il cambiamento dovuto a tale fatto
nell'evoluzione del mondo.

Daltronde meglio così.

Ve lo assicuro, verranno tempi migliori.

MARCO


3 Aprile 2008 - Arriva un'altro messaggio di Bellia:

Caro Sepp.

Tu sostieni che i prezzi crescono quando si immette moneta sul Mercato.
Tu hai ricordato il raddoppio dei prezzi all'introduzione dell'euro.
Se i prezzi sono raddoppiati vuol dire che il potere di acquisto della Massa Monetaria è dimezzato!
Cioè la metà di tale Massa è sparita (3 mila miliardi di euro).
Nella logica di cui sopra i prezzi avrebbero dovuto subito scendere per la mancanza dei 3 mila miliardi; invece hanno continuato a salire, facendo impazzire le Banche per l'inflazione.
Se rifletti su quanto sopra ti accorgi che altre sono le cause per l'aumento dei prezzi.
Per me sono l'iva al 20% voluta dalla Cee, le tasse volute da Prodi per entrare nell'euro, tutte le altre imposizioni che ci portiamo dietro e tutte scaricantesi sui prezzi.

Cari saluti, Nicolò


mer mar 26, 2008 10:43 am
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