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 Raccolta firme per Decreto Bersani 
Autore Messaggio

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Messaggio Raccolta firme per Decreto Bersani
40.000 firme a sostegno del Decreto Bersani 20/7/2006

Linda Grilli (redazione web Prontoconsumatore)


Si è svolta ieri in tutta Italia la raccolta firme delle Associazioni dei consumatori del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti) a sostegno del decreto Bersani. “I primi dati – rendono noto le sigle per la prima volta riunite – sono incoraggianti e testimoniano la sensibilità dei cittadini rispetto alla necessità di un rinnovamento della società verso una maggior concorrenza e tariffe più basse per i consumatori. Da oggi il Governo sa che alle spinte corporative volte allo stravolgimento del decreto in senso restrittivo, 40.000 consumatori in poche ore hanno detto un sonoro no”.

La raccolta firme - clicca qui http://www.prontoconsumatore.it/uploaded/785.pdf - si protrarrà nei prossimi giorni presso le sedi delle associazioni dei consumatori di tutta Italia. “Molti cittadini – spiegano i rappresentanti delle sigle – ci chiedono di informarli, di proseguire nelle richieste per cui da anni ci battiamo, addirittura di aprire altri fronti di lotta al carovita per una contrapposizione forte ai monopoli, agli oligopoli e alle corporazioni che per anni hanno soffocato il mercato”.

Le associazioni dei consumatori hanno quindi rilanciato le proprie proposte unitarie al Governo, per una modernizzazione reale del Paese che sancisca un modello di società a misura di cittadino. In particolare:

Class Action - La centralità della norma che consente ad ogni cittadino di usufruire, senza affrontare alcuna causa, della sentenza positiva ottenuta da un altro cittadino nelle stesse condizioni, è fondamentale per una tutela reale dei consumatori. Affinché questa legge sia davvero efficace però, ci sarà bisogno di un testo più incisivo di quello proposto nella passata legislatura e non approvato, così da far in modo che in ogni settore la controparte del consumatore sia realmente incentivata all’adozione di un comportamento corretto e trasparente.

Farmaci - Tre i provvedimenti richiesti dalle Associazioni dei consumatori in aggiunta a quelli previsti nel decreto. 1) Il confezionamento dei farmaci dovrà tenere conto dei cicli di cura e dovrà consentire (soprattutto per i farmaci in boccetta e per quelli spray) il totale utilizzo del prodotto. Per quantitativi eccessivi rispetto al ciclo di cura e l’impossibilità nell’utilizzo del farmaco per intero entro la data di scadenza, ogni famiglia perde circa il 20% della spesa farmaceutica. 2) Prevedere l’obbligo per medici di famiglia e farmacisti di fare informazione sui farmaci generici. Obbligo, in una successiva fase, per gli stessi medici di prescrivere al paziente solo il principio attivo di cui ha bisogno, così da favorire una rivoluzione culturale in campo farmaceutico tale da contrastare con la giusta efficacia le aggressive politiche (anche pubblicitarie) delle case farmaceutiche. 3) Dare ai farmacisti facoltà di scegliere da chi acquistare i farmaci, togliendo quindi l’obbligo di rifornirsi dai grossisti che spesso applicano prezzi più alti di altri soggetti.

Saldi - Liberalizzare, oltre alle vendite promozionali come da decreto, anche i saldi. La norma permetterebbe al cittadino di acquistare quando ha effettiva disponibilità di denaro (e non solo in determinati periodi dell’anno in cui vengono proposti sconti discutibili) e al commerciante di effettuare sconti reali quando ne ha concreta possibilità.

Banche - Prevedere l’obbligo per le banche di rispettare per una durata minima di 12 mesi, le condizioni contrattuali sottoscritte con il cliente.

Lotta all'evasione - Mettere il cittadino nella condizione di poter fungere da strumento attivo nella lotta all’evasione, è lo spirito che anima le proposte delle Associazioni dei consumatori.

Per maggiorni informazioni:
http://www.facciamocisentire.org


ven lug 21, 2006 10:10 am
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Iscritto il: ven set 02, 2005 12:29 pm
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Carissimi , i rimedi omeopatici (non sono farmaci ma prodotti da banco) vengono venduti in Italia solo in farmacia , mentre in UE sono venduti nei drug store. Il rimedio omeopatico non necessita del medico , ma del consulto dell'omeopata (anche non medico) come avviene nei paesi Europei. Inoltre , viene vietata la vendita nelle erboristerie; Sarebbe ora di finirla con queste imposizioni , visto che le lobby (medici , farmacisti , ecc.) citano l'Europa solo quando gli conviene! Umberto


ven lug 21, 2006 10:16 am
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Una considerazione a freddo: ll Decreto Bersani non contiene soltanto la liberalizzazione dei "farmaci da banco" ma anche altri provvedimenti. Per aderire a questa iniziativa, il decreto andrebbe prima valutato nell'insieme per tentare di capire se la politica di questo governo è veramente una politica che tende ad eliminare le briglie ai cittadini oppure è soltanto fumo negli occhi. E' evidente il vantaggio che avremmo se i pazienti (o clienti come vogliono che li chiamiamo) potessero liberamente comperare il rimedio al supermercato, semprechè non venga imposta la presenza del farmacista: si tratterebbe in tal caso del solo spostamento della sede delle farmacie


sab lug 22, 2006 10:57 am
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