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 Il vischio e la cura del cancro 
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Messaggio Il vischio e la cura del cancro
ESTRATTO DI VISCHIO


Più di 40 studi clinici sono stati effettuati sull’uso di Iscador® ed altri estratti di Viscum album (l’Isorel®, il Viscum Abnoba®, l’Iscucin® e l’Helixor®, Eurixor®) per il trattamento del cancro.

La maggior parte di questi studi sono stati effettuati alla Lukas Klinik in Arlesheim (Svizzera), ma anche al Ludvig Boltzmann-Institute di oncologia in Austria e alla Clinica Dermatologica dell’Università di Basilea.
L’Iscador è un estratto di vischio (Viscum album), una pianta semiparassita che vive su numerose specie di alberi (inclusi querce, pioppi, abeti, meli). Come abbiamo visto nel caso clinico riportato, sebbene nei casi di cancro terminale non riesca ad ottenere grandi riduzioni della massa tumorale, argina la virulenza del fenomeno tumorale supportando il sistema immunitario e apportando un notevole benefico effetto sulle sintomatologie. Come scrive la dott.ssa Rita Leroi: «L’Iscador raramente porta a spettacolari remissioni nei carcinomi bronchiali, ma può spesso portare ad una stabilizzazione a lungo termine del tumore maligno e ad un buono stato di salute generale (con pazienti che continuano a poter andare al lavoro)».

Nel caso di stadi avanzati di carcinoma del retto, nessuno del gruppo di controllo era sopravvissuto a 5 anni, mentre il 37% del gruppo trattato con Iscador aveva una sopravvivenza a 5 anni. Insieme alla normalizzazione dei macrofagi si verifica un notevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti con cancro.

Mai come in questo caso si parla giustamente di terapia «dolce». Il giorno in cui la qualità della vita del paziente con cancro sarà un criterio per la scelta della terapia, l’Iscador potrebbe conquistare uno dei primi posti.

Duplice è l’effetto dell’Iscador. Da una parte supporta il sistema immunitario, stimolando il timo, organo centrale delle reazioni immunitarie. Si è visto che dopo ventiquattr’ore dalla somministrazione di Iscador® c’è un aumento di numero e attività dei linfociti natural killer, che sono quei globuli bianchi (circa il 20-25% di tutti quelli che circolano nel sangue) che svolgono un’attività di distruzione specifica di cellule infettate da virus o di cellule tumorali. Inoltre aumentano i livelli di Tumor Necrosis Factor, le interleukine e l’attività dei macrofagi. L’Iscador® aiuta anche la rigenerazione dei tessuti produttori di globuli rossi dopo i trattamenti di irradiazione. Dall’altra parte il Viscum album è in grado di inibire o rallentare la crescita del cancro.

Questa pianta era conosciuta sin dall’antichità e i druidi celti, che la consideravano sacra, la usavano come medicinale contro qualsiasi male.

I naturopati dell’età moderna (in questi casi anche medici perchè indirizzati alla cura delle malattie - mia nota) hanno confermato il potere terapeutico di questa pianta che hanno usato con successo per curare l’epilessia, i disturbi isterici, il congelamento, la regolazione della pressione e della circolazione sanguigna, le emorragie e le malattie metaboliche croniche come il diabete. Nella comune fitoterapia del vischio si usano prevalentemente i rami giovani e le foglie (freschi o disseccati). Con gli studi recenti si sono scoperte nuove proprietà terapeutiche di questa pianta per cui oggigiorno essa è usata anche per curare nefriti croniche, aterosclerosi, gotta, prostatismo, asma, eczemi, emicrania, reumatismi ecc.

Fu Rudolf Steiner, filosofo e medico tedesco fondatore della medicina antroposofica, ad indirizzare nel 1916 le proprie ricerche verso un rimedio anticancro sa base di vischio. Il sistema immunitario, o con le parole del dott. Steiner, «le forze superiori dell’organismo», risultano sgretolate nei casi di cancro, facendo prendere il sopravvento alle «forze inferiori», o meglio le forze cellulari che, alterate, si riproducono in modo accelerato. Il vischio ha questo carattere di «organizzazione superiore» e quindi aiuta il sistema immunitario a ristabilirsi.

Del vischio gli antroposofi usano la pianta intera da cui viene ricavato un estratto che viene lasciato fermentare con il lactobacillus plantarum, poi filtrato, diluito e veicolato in fiale iniettabili. Per la terapia a base di vischio è meglio non affidarsi a preparazioni fatte in casa (è bene affidarsi a dei medici antroposofici - mia nota) perché superata la dose ideale si va incontro a quantità di vischio che possono risultare tossiche». [pag. 82-84]


dal libro : Cancro: Puoi Guarire
Lorenzo Acerra
Valerio Pignatta
macro


mer mar 22, 2006 12:36 pm
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