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 Informatori Farmaceutici e il Dio Quattrino 
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Messaggio Informatori Farmaceutici e il Dio Quattrino
IL DIO QUATTRINO E L'ETICA DEL „PIZZO"
Di Giorgio Vitali

Il tempo scivola veloce, gli scandali legati al comparaggio ed al conflitto d'interesse s'incalzano sui Media, ma la situazione sanitaria nazionale non sembra dare segnali di cambiamento.

Di recente, infatti, la FIMMG Veneto ha lanciato un'iniziativa con la quale gestire il contatto tra Informatori Scientifici e Medici. Si tratta di un'iniziativa di stampo liberista: affidare ad una „agenzia" che ha preso il nome di „Società per l'informazione medica" l'organizzazione dell'accesso personalizzato all'ambulatorio da parte degli ISF. La società provvede alla regolamentazione degli appuntamenti, controllo numero accessi, modifiche, variazioni orari, comunicazione delle assenze del medico e quant'altro. Tale servizio per il medico è del tutto gratuito, mentre si prevede il pagamento da parte delle Industrie farmaceutiche di una quota per ogni appuntamento. E qui casca l'asino perché, dulcis in fundo, riemerge sempre la stessa nota dolente: la moneta. E come sbagliarsi? Difficile estirpare l'andazzo. La vile pecunia è, in questo Paese, un mezzo di riferimento „anche" per l'arte medica che è, come sappiamo, una „missione".

L'aggiornamento, al contrario, è un optional. Non che la visita dell'Informatore scientifico costituisca un aggiornamento. Al contrario, troppo spesso costituisce un momento di relax, una fumatina e qualche barzelletta, un regalino o una più consistente offerta in cambio di una „sperimentazione". Tuttavia, si tratta pur sempre di una „deroga" perché, a norma delle Leggi vigenti, l'ISF dovrebbe costituire un elemento essenziale per l'aggiornamento, necessario soprattutto di questi tempi che vedono posizionarsi sul mercato molti prodotti dai nomi completamente nuovi e dagli effetti terapeutici abbastanza equivoci, per cui un'informazione corretta [e completa di effetti indesiderati] dovrebbe essere auspicata, invocata ardentemente.

Come era da aspettarsi, la pretesa ha creato diverse perplessità nelle Industrie farmaceutiche, tanto che Farmindustria ha inviato alle aziende associate una circolare in cui s'informa che il progetto Fimmg presenta „gravi profili di illegittimità rispetto alla vigente normativa sull'informazione scientifica e seri dubbi sugli aspetti etici". E fin qui, per il momento, le posizioni ufficiali.

La nota farmindustriale non ci stupisce. Le aziende si accorgono che esiste una legge solo quando c'è da sborsare qualche quattrino senza le garanzie del ritorno economico. Infatti, un conto è una semina „mirata" che da un seme ottiene un albero pieno di frutti, (ricette), ed un conto è dover seminare a pioggia, magari fuori dal campo arato, senza garanzie contabili. L'occasione ci è propizia per ricordare che la legge prevede garanzie per l'informazione esercitata dalle Imprese a patto che la legge stessa sia rispettata per intero. [L'informazione scientifica è finalizzata al corretto uso dei medicinali ed al contenimento della spesa, ed è posta sotto la sorveglianza del Ministero] La qualcosa non è un obbligo da poco. Infine, il D.LGS 541 / 92, che regolamenta in tutta Europa l'attività di informazione scientifica sui farmaci, delimita la figura dell'Informatore Scientifico in maniera molto chiara ed inequivocabile. Si tratta di un professionista, laureato in materie scientifiche, degerarchizzato, che deve rispondere soltanto al „Responsabile del Servizio Scientifico", quindi sganciato dal marketing e da qualsiasi organizzazione di carattere commerciale. In sostanza quelle gerarchie responsabili dell'assurdo pressing sui medici che poi porta inevitabilmente a reazioni sul tipo di quella della Fimmg Veneto. Il ragionamento del sindacato medico è razionale e conseguente, perché in questa maniera, dal loro punto di vista, i medici pensano di controllare gli accessi degli ISF mantenendo anche quel flusso remunerativo al quale le industrie li hanno da molto, troppo tempo, in un modo o nell'altro, abituati.

Questo fatto potrebbe apparire come il classico incidente che porta ad invertire una tendenza. Tuttavia, non ci facciamo illusioni. Troppi sono gli elementi che concorrono al mantenimento del caos istituzionale e culturale della sanità italiana, in particolare proprio in riferimento all'utilizzo dei medicinali. Il concetto stesso (di recente acquisizione) di „medicina basata sulle prove di efficacia" dovrebbe far riflettere.

E' possibile una medicina senza prova di efficacia? Evidentemente si! Se ne parla e se ne scrive, ma mai è stata finora messa in pratica. E' per questo che l'Informatore è visto dal medico come uno scocciatore, se viene con lo scopo precipuo di favorire le conoscenze, e dall'azienda come un semplice procacciatore d'affari, da cacciare a pedate se non si attiene agli ordini di scuderia (pardon, del Marketing) e non porta a casa i soldi, come i bambini dell'est europeo venduti agli zingari per chiedere la carità sulle nostre strade.
Giorgio Vitali

_________________
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Sepp Hasslberger

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gio giu 02, 2005 1:17 pm
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