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LE VITAMINE . . . UN DIRITTO ACQUISITO

Si potrebbe pensare che le vitamine facciano male o abbiano seri effetti collaterali, giudicando dal fervore legislativo con il quale la Comunitł Europea si dedica, in questi giorni, alla regolamentazione dei prodotti che combinano la nutrizione con il benessere fisico e l'alimentazione con la prevenzione delle malattie. Invece non Ć cosô. Le vitamine fanno decisamente bene ed hanno, a dosi elevate, ottimi effetti positivi contro l'invecchiamento troppo affrettato ma soprattutto contro una serie di malattie degenerative. Questo ci dice la letteratura scientifica e lo conferma, in Italia, il Professor Alberto Fidanza, vitaminologo di fama internazionale e presidente della "Associazione Internazionale di Vitaminologia".
La nostra esperienza personale ci conferma quello che la scienza ha faticato a scoprire: ci sentiamo meglio e molti di noi, con la nutrizione "assistita", hanno potuto risolvere qualche problemino di salute che prima stava peggiorando e poi, con l'aiuto dei giusti integratori, Ć migliorato o addirittura scomparso. PerchÄ allora tanto desiderio per una legislazione per prodotti estremamente sicuri e benefici per la salute?
Un motivo Ć quello "ufficiale", cioĆ il fatto che con regole diverse da un paese della Comunitł Europea all'altro, il commercio non Ć "comunitario", quindi bisogna porre rimedio e fare delle regole da applicare ovunque.
L'altro motivo, visto che si parla di uno stretto controllo dei prodotti ed elaborazione di elenchi di "sostanze ammesse", Ć quello che naturalmente un settore attrattivo e florido come quello degli integratori farebbe gola a certi interessi farmaceutici. Possiamo immaginare che con troppa liberalizzazione di vitamine e company, le vendite di alcuni farmaci andrebbero a soffrirne.
E cosô ci viene detto che "per il nostro bene", questi prodotti per la salute si dovranno sottoporre a controlli piŁ rigidi.
Ufficialmente in Italia e in alcuni altri paesi della Comunitł Europea come la Grecia, la Francia, la Spagna e la Germania le vitamine a dosaggi protettivi non sono ammesse se non (in teoria) come medicinali registrati. Tuttavia per anni, anzi ormai per decenni, questi prodotti sono di fatto disponibili in tutti questi paesi. Da noi vengono piŁ o meno tollerati, in Germania e in Grecia, pur nella piŁ totale irragionevolezza delle autoritł, i consumatori sono riusciti in qualche modo a procurarsi quegli elementi nutritivi dai quali credono fermamente di trovare giovamento. La disponibilitł di fatto di questi prodotti Ć diventata ormai un diritto acquisito.
Ci chiediamo perchÄ dei prodotti perfettamente innocui che anzi servono a mantenersi in buona salute vengono trattati diversamente da altri che innocui non sono.
Possiamo andare dal ferramenta o dal nostro negozio di alimentari e troviamo l'acido muriatico ed altre porcherie chimiche, che hanno il sicuro potere di uccidere. Dal tabaccaio troviamo le sigarette e al supermercato i superalcolici, perchÄ allora non le vitamine?
Come abbiamo detto sopra, qualche interesse di parte ci deve per forza essere dietro alla spinta per maggiori controlli sempre e rigorosamente perś propinatici "per il nostro bene".

La commisione Europea - tabella di marcia
Secondo il libro bianco sulla sicurezza alimentare della Commissione Europea, pubblicato il 13 gennaio scorso, la tabella di marcia per la direttiva europea Ć gił fissata:

Marzo 2000:

Marzo 2001:

Anno 2002:

CHI FARA' QUESTA DIRETTIVA?

Le direttive europee vengono elaborate ed approvate, non dal Parlamento Europeo, bensô dai governi nazionali, che formano "il Consiglio d'Europa". Il parlamento ha una funzione puramente consultiva, non Ć l'organismo che, come in Italia e altrove, "fł la legge". (Questo viene anche chiamato il "difetto democratico" dell'Unione Europea.)
In realtł, le direttive vengono preparate da emissari nazionali provenienti, nel nostro caso, dal ministero della Sanitł, e vengono poi approvate (dopo complessi negoziati a porte chiuse), dagli stessi ministri della sanitł dei paesi membri!
Sembra che la decisione di legiferare in questo o quell'altro modo sia, a livello nazionale, una decisione autonoma del governo. Non ci risulta che venga interpellato il parlamento nazionale, cosa gravissima visto che anche il parlamento europeo viene soltanto "consultato".

Per il contributo italiano a questi negoziati, che cosa ci possiamo aspettare?

Il Ministero della Sanitł non possiamo negare che non abbia fatto passi da gigante nell'affrontare il tema degli integratori alimentari, ossia vitamine, minerali, etc.. Ha addirittura creato una commissione apposita per esaminare i relativi problemi. Ma . . . alcune affermazioni del dr. Copparoni ci fanno cadere le braccia.
In occasione dell'ultimo di una serie di incontri promossi dalla regione Toscana e dall'UE sull'utilitł delle vitamine, nello scorso febbraio, il rappresentante ministeriale dr. Copparoni, in risposta all'avvocato Di Filippo che illustrava un positivo atteggiamento degli altri paesi nei riguardi delle vitamine, asseriva che non vedeva affatto uno spostamento degli altri paesi europei verso un'accettazione degli integratori e dell'informazione al consumatore circa i relativi effetti benefici.
Quando la discussione si spostava alla relativa libertł con la quale la recente legge americana tratta questi prodotti, Copparoni affermava che la posizione del Ministero italiano Ć "diametralmente opposta" a quella americana! A voi i commenti e le deduzioni!


Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente.